La prevenzione è un fatto “attivo” e non deve essere legata solo al fare una diagnosi precoce di una malattia già in atto.

Bisogna cambiare registro. In medicina trattare solo i sintomi può essere importante, ma questo non significa guarire o diventare sani. 

L’età non è una malattia e come insegnano molti nostri pazienti si può arrivare in tarda età senza particolari patologie e quindi senza il dover prendere terapie farmacologiche sintomatiche a vita.

La medicina può realmente generare salute e resilienza nelle persone e questo deve avvenire corrispondendo in termini terapeutici alle peculiari necessità individuali, che non sono quelle dettate dal DNA.

 

L’Istituto SIMOH lancia a Roma il progetto “PREVENZIONE E SALUTE” per una medicina che realmente generi salute e rappresenti una prevenzione biologica attiva per ogni singolo paziente, dal concepimento all’età adulta fino alla senescenza.

L’Istituto Omeopatico italiano, fondato in Italia dal Prof. Antonio Negro nel 1947, pone particolare attenzione alle realtà epigenetiche individuali e familiari, ossia trans-generazionali.

“Non è il DNA il nostro destino”, ci dice il Dr Mattia Canetta, Medico internista della SIMOH, “ma le dinamiche biologiche che sono a monte del DNA e che come tali governano in modo evolutivo e unitario i processi genetici e il corso della vita. Nel nostro campo sono oltre 200 anni che vengono studiate e trattate tali realtà biologiche individuali.

La prevenzione deve essere pro-attiva”, aggiunge il Dr Canetta, “valorizzando e curando la regolazione biologica individuale, la quale quando è trascurata diviene nel tempo la base di gravi patologie come il diabete, il cancro, l’alzheimer, la schizofrenia, l’autismo, ecc. nonché la ricettività anche a gravi infezioni microbiche: da batteri, funghi, virus. Tutte patologie che si stanno diffondendo in maniera preoccupante soprattutto nei paesi industrializzati maggiormente esposti a inquinamento.

“Gli ultimi due mesi di gestazione”, aggiunge la Dr.ssa Serafina Mirenna, Pediatra della Simoh, “ e l’allattamento (fondamentale per lo sviluppo del sistema neurologico e immunologico) e anche i primi due anni di vita (dove si struttura la maggior parte delle connessioni sinaptiche tra neuroni) sono “tempi” fondamentali per il futuro stato di salute del bambino e quindi dell’adulto! Questi periodi, dal concepimento alla prima infanzia sono i momenti più importanti e utili per intervenire, con una visione medica clinico-terapeutica ad ampio e lungo raggio di azione”.

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