Electromagnetic homeostasis and the role of low-amplitude electromagnetic fields on life organization

di Antonella De Ninno e Massimo Pregnolato

Pubblicato su Electromagnetic Biology and Medicine

La comparsa di campi elettromagnetici endogeni nei sistemi biologici è una questione ampiamente dibattuta nella scienza moderna.

I campi elettrofisiologici hanno intensità molto piccole e si può dedurre che diminuiscono rapidamente con la distanza dalla struttura generatrice, scomparendo a distanze molto brevi.

Questo rende molto difficile la loro rilevazione con i metodi sperimentali standard.

Tuttavia, l’esistenza di particelle cariche in rapido movimento nelle macromolecole all’interno dei fluidi intracellulari ed extracellulari può prevedere la generazione di correnti elettriche localizzate e la presenza di anelli chiusi, il che, quindi, implica l’esistenza di campi magnetici.

Antonella De Ninno, Senior Scientist – ENEA

Inoltre, sappiamo che l’insieme delle frequenze oscillatorie di varie sostanze – enzimi, membrane cellulari, acidi nucleici, fenomeni bioelettrici generati dal ritmo elettrico di gruppi coerenti di cellule, comunicazione da cellula a cellula tra popolazioni di batteri ospiti – forma gerarchie sempre più complesse di segnali elettromagnetici di diversa frequenza che ricoprono l’essere vivente e rappresentano una rete informativa fondamentale che controlla il metabolismo cellulare.

Da questo approccio emerge il concetto di omeostasi elettromagnetica: cioè la capacità del corpo umano di mantenere l’equilibrio delle interazioni elettromagnetiche altamente complesse al suo interno, nonostante l’ambiente elettromagnetico esterno rumoroso.

In questo lavoro i ricercatori hanno analizzato una parte della complessità del sistema biologico umano e hanno mostrato alcune delle sue connessioni all’interno del complesso mondo degli stessi microrganismi che coesistono nello spazio umano.

E’ evidente che tutte le cellule interagiscono con segnali sia chimici che elettromagnetici e l’omeostasi dell’intero sistema regola continuamente le reazioni chimiche, la concentrazione delle soluzioni e i segnali elettromagnetici (EM) all’interno e all’esterno delle cellule in entrambi i coesistenti regni eucariotico e procariotico.

Questa complessità rende evidentemente vulnerabile il sistema ad eventuali agenti in grado di “disturbare” i meccanismi fondamentali che sono alla base dello scambio di informazioni in una rete così complessa.

Ne consegue che una moderna comprensione delle malattie umane e dei processi di guarigione in questo secolo non può evitare di considerare sia la reazione chimica che la trasmissione elettromagnetica all’interno di tutte le cellule di superorganismi e le loro interazioni.

E’ inoltre evidente che nuove terapie o strategie antimicrobiche potrebbero essere progettate sulla base della conoscenza della rete di segnali elettromagnetici endogeni e sul meccanismo del quorum sensing.

E’ importante parlare anche di omeostasi elettromagnetica e sottolineare quanto questi concetti possano avere un impatto relamente importante sulle attuali definizioni di guarigione e di malattia in medicina

 

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