Napoli, 22 giugno 2024 – Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano.

Presentazione di Roberto Germano, Fisico della Materia, Fondatore di Promete Srl, spin-off company dell’Istituto Nazionale per la Fisica della Materia (INFM-CNR).

Il 22 giugno 2024, nella splendida cornice dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, si è tenuto il Convegno dal titolo: “L’entusiasmante eredità di Emilio Del Giudice”, a dieci anni dalla scomparsa del grande fisico teorico napoletano (1940–2014).

L’evento, introdotto dal Fisico Roberto Germano, ha ospitato un incontro che non voleva essere un semplice omaggio, ma un atto di continuità: un momento di riflessione viva, collettiva, su un pensiero che continua a interrogare la scienza contemporanea e a generare prospettive nuove sulla materia, sull’acqua e sulla vita stessa.

Convegno “L’eredità di Emilio Del Giudice”. Napoli, 22 giugno 2024 – Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (IISF)

Il titolo scelto da Roberto Germano, riassume perfettamente lo spirito dell’evento, nel raccontare non la nostalgia per un passato, ma la vitalità di un pensiero ancora capace di generare ricerca, dialogo e passione.

Emilio Del Giudice è stato uno scienziato fuori dagli schemi, capace di spingere la fisica teorica verso le frontiere della vita.

I suoi studi sulla coerenza quantistica dell’acqua, sui sistemi viventi come strutture organizzate di campo e sulle interazioni deboli come principio generativo dell’ordine biologico, lo hanno reso una figura di riferimento internazionale per chi, oggi, tenta di ripensare i confini tra fisica, biologia e coscienza.

Egli appartiene a quella rara categoria di scienziati capaci di coniugare rigore teorico e intuizione poetica. 

Nei suoi studi sull’acqua come sistema coerente di campi elettromagnetici, Del Giudice ha aperto la strada a una fisica della vita in cui ordine e coerenza non sono l’eccezione, ma la regola.

Un pensiero radicale, che scorge nella materia vivente non un meccanismo casuale, ma un processo dinamico di auto-organizzazione e comunicazione energetica.

Dott.ssa Margherita Tosi – Napoli 22 giugno 2024 – IISF

Nel suo intervento introduttivo, Germano ha ricordato come l’eredità di Emilio Del Giudice consista prima di tutto in una visione etica e culturale della scienza: «Viviamo in un tempo di tramonto di civiltà – ha affermato – e il messaggio di Emilio è che le esigenze della vita devono tornare al centro della dinamica umana».

È un richiamo che va oltre la fisica, e che restituisce alla conoscenza il suo compito originario: comprendere per vivere meglio, non per dominare.

L’incontro ha riunito ricercatori di diverse discipline e provenienze, tra cui Roumiana Tsenkova, fondatrice dell’Aquaphotomics presso l’Università di Kobe; Vladimir Voeikov, biofisico dell’Università di Mosca; Antonella De Ninno, fisica dell’ENEA; Elmar Fuchs, Gerald Pollack e Margherita Tosi, psicoterapeuta bioenergetica e compagna di vita di Del Giudice.

Tutti, in modi differenti, hanno testimoniato la vitalità di un pensiero che continua a ispirare una generazione di studiosi impegnati a comprendere le proprietà emergenti dell’acqua, la sua funzione nei sistemi viventi e il suo ruolo nella costruzione della coerenza biologica.

Napoli, 22 giugno 2024 – Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

Tra i presenti, anche i rappresentanti dell’Istituto SIMOH, a testimonianza della profonda risonanza tra il lavoro di Emilio Del Giudice e i modelli della medicina sistemica contemporanea. Concordanze che avevano portato proprio il Prof. del Giudice a collaborare con i medici e i docenti della SIMOH per diversi anni.

Del Giudice, infatti, ha dato dignità teorica a concetti che oggi trovano spazio nei modelli della medicina sistemica: l’acqua come matrice informazionale, la materia come espressione coerente di campo, l’organismo come sistema dinamico capace di auto-organizzazione.

Queste intuizioni – nate in un contesto di fisica teorica – offrono una base per un pensiero medico rinnovato, attento alle relazioni complesse esistenti tra ambiente, biologia e coscienza.

In questa visione, l’acqua non è solo un solvente, ma un attore attivo nei processi chimico-fisici, capace di trasmettere informazioni attraverso dinamiche di coerenza. È una fisica che parla la lingua della vita – e che restituisce alla scienza la sua dimensione umanistica, poetica, profondamente etica.

Nel corso dell’incontro, il pensiero del Prof. Emilio Del Giudice è apparso, dunque, non come un capitolo concluso, ma come un varco: quello che unisce la fisica delle particelle e la biologia dei sistemi complessi, la materia e lo spirito, la conoscenza e la vita.

Dr.ssa Antonella De Ninno – Napoli, 22 giugno 2024 – IISF

L’eredità di Emilio Del Giudice, come ha sottolineato il Dott. Germano, è soprattutto un invito a pensare in modo coerente; ad agire in modo vitale; e a ritrovare nella scienza la gioia del comprendere. Un’eredità culturale e scientifica formidabile, che continua a ispirare quei fisici, medici, filosofi e ricercatori che, oggi come allora, scelgono di guardare il mondo non come una macchina, ma come un campo complesso e vivo di relazioni.

Come ha ricordato Roberto Germano, l’entusiasmo che Del Giudice portava in ogni discussione – quel suo “sorridere con la mente” – resta un modello fondamentale per chi cerca nella conoscenza non solo risposte, ma relazioni.

Nel segno di quella coerenza che egli aveva scientificamente intuito proprio nel cuore stesso della materia, la sua lezione continua a risuonare tra le pieghe della fisica, nell’acqua dei sistemi viventi, nel dialogo tra scienza e vita.

Un’eredità, appunto, che non si eredita, ma si vive.

Per approfondire:

 

Comunicazione a cura di:
Centro di Salute Globale SIMOH
Scuola Italiana di Medicina Omeopatica Hahnemanniana
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