Le virosi influenzali: invece che allarmismo, facciamo un po’ di prevenzione !
Per prevenire e combattere l’influenza è utile mangiare con equilibrio e muoversi ogni giorno. La salute e la prevenzione partono infatti sempre dalle abitudini personali.
Qualche consiglio fornito dai medici dell’Istituto SIMOH.
In queste settimane la comunicazione mediatica tende spesso a generare allarmismi, più o meno giustificati, in relazione alla consueta circolazione stagionale dei virus influenzali.
L’influenza non va certamente mai sottovalutata, soprattutto nelle persone anziane e nei soggetti più fragili; tuttavia, accanto alle necessarie misure di prevenzione e di tutela della salute, può essere utile richiamare l’attenzione su alcuni semplici ma fondamentali accorgimenti alimentari, particolarmente importanti durante le giornate di festa, quando il rischio di eccessi a tavola è più elevato.
È bene chiarirlo subito: non esiste l’alimento “miracoloso” capace, da solo, di scongiurare influenza e raffreddori.
Un’arancia, per quanto ricca di vitamina C, non basta. E’ utile ma non sufficiente.
Ciò che fa davvero la differenza è seguire nel tempo un’alimentazione sana, equilibrata e varia, capace di sostenere l’organismo, nel suo complesso, favorendo un buon funzionamento del sistema immunitario, un metabolismo efficiente e una maggiore capacità di reagire in toto agli agenti patogeni e di recuperare più rapidamente in caso di disturbi stagionali.
Il punto di riferimento resta per noi sempre la dieta mediterranea, riconosciuta da numerosi organismi scientifici come modello alimentare equilibrato e protettivo.
Essa si fonda in particolare, su un consumo quotidiano e abbondante di frutta e verdura (almeno cinque porzioni al giorno), sull’utilizzo di cereali, preferibilmente integrali, su legumi, pesce azzurro (fresco o surgelato) soprattutto di piccola taglia; latticini con moderazione e possibilmente magri; e sull’olio extravergine di oliva, da privilegiare a crudo.
La carne non è vietata, ma va consumata con misura (una-tre volte alla settimana, meglio se bianca), così come le uova e soprattutto gli insaccati: sconsigliati quasi del tutto.
Il tema dei dolci – questione assai delicata – e dei dolci tradizionali, soprattutto nel periodo festivo, può trovare qualche spazio, purché siano artigianali, semplici e riservati a occasioni particolari. E in modiche quantità.

Accanto a queste regole di base, esistono alcuni accorgimenti alimentari specifici che possono aiutare a sostenere le difese immunitarie durante la stagione invernale.
È importante scegliere frutta e verdura fresche e di stagione, consumandole entro pochi giorni dall’acquisto per beneficiare al massimo del loro contenuto in vitamine, minerali e composti bioattivi. Quando possibile, è preferibile consumarle crude o sottoporle a cotture brevi e delicate (al vapore, al forno, alla griglia o saltate rapidamente in padella con poco olio), per preservarne le proprietà nutrizionali ed evitare la dispersione dei microelementi più sensibili al calore.
Alcuni alimenti, inoltre, sono particolarmente interessanti per le loro proprietà protettive nei confronti dei malanni di stagione e meritano un posto privilegiato nella dispensa: agrumi, kiwi e verdure della famiglia delle crucifere (come broccoli e cavoli), ricchi di vitamine e antiossidanti; cereali integrali e legumi, utili per il corretto funzionamento intestinale; pesce azzurro e carni magre, fonti di proteine di qualità e micronutrienti essenziali.
Non vanno poi mai dimenticati alimenti tradizionalmente noti per il loro ruolo di supporto alle difese, come aglio, cipolla, zenzero, curcuma e miele, insieme a una corretta e costante idratazione.
Al contrario, è consigliabile limitare al massimo (oppure escludere del tutto) il consumo di cibi ultra-processati; nonché di fritti e di alimenti troppo ricchi di grassi, che possono appesantire l’organismo e favorire o aggravare stati infiammatori acuti e cronici.
Ancora un cenno va rivolto alla gestione degli inevitabili eccessi alimentari tipici delle festività.
Se nel corso della giornata si è mangiato troppo o in modo poco equilibrato, può essere utile, in assenza di specifiche controindicazioni mediche, alleggerire di molto la cena per due-tre giorni o ridurre temporaneamente l’apporto calorico nei giorni successivi. Anche questa scelta, però, va sempre valutata con buon senso e, quando necessario, condivisa con il proprio medico curante.
Prendersi cura dell’alimentazione, soprattutto nei mesi invernali, non significa rinunciare al piacere della tavola, ma imparare a scegliere con maggiore consapevolezza, sostenendo l’organismo in modo semplice, naturale e duraturo. E sapendo anche astenersi li dove possibile.
Accanto all’alimentazione, infine, anche una regolare attività fisica svolge un ruolo importante nel sostenere la salute generale e le difese dell’organismo durante i mesi invernali. Non è necessario praticare sport intensi o impegnativi: è sufficiente muoversi ogni giorno, adattando l’attività alle proprie condizioni fisiche e all’età.
Una camminata quotidiana a passo sostenuto, anche di 20–30 minuti, favorisce la circolazione, migliora l’efficienza metabolica, contribuisce al buon funzionamento del sistema immunitario e aiuta a contrastare la sedentarietà, spesso accentuata nei periodi freddi. L’attività fisica regolare, inoltre, ha effetti positivi sull’umore, sulla qualità del sonno e sulla gestione dello stress, fattori che incidono indirettamente ma in modo significativo sulla capacità dell’organismo di rispondere alle infezioni stagionali.
Come per l’alimentazione, anche il movimento va vissuto come una sana abitudine quotidiana, semplice e sostenibile; non come una prestazione, e modulato sempre nel rispetto delle condizioni di salute individuali.
Anche secondo indicazione medica, se necessario.
Comunicazione a cura di:
Centro di Salute Globale SIMOH
Scuola Italiana di Medicina Omeopatica Hahnemanniana
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