Riportiamo qui di seguito il Commento critico della Dr.ssa Simonetta Bernardini* e del Prof. Andrea Dei** all’Articolo pubblicato da Wilhelm et al. su Frontiers in Psychology a maggio 2024 dal titolo:
Working with patients’ treatment expectations – what we can learn from homeopathy . (Lavorare con le aspettative di cura dei pazienti – cosa possiamo imparare dall’omeopatia)
di Wilhelm, M., Hermann, C., Rief, W., Schedlowski, M., Bingel, U. e Winkler, A. (2024). Front. Psychol. 15:1398865. doi: 10.3389/fpsyg.2024.1398865
“Introduzione
In un recente lavoro pubblicato su Frontiers in Psychology , Wilhelm et al. (2024) propongono un modello terapeutico basato sull’effetto placebo, come ritengono si verifichi nella pratica della medicina omeopatica, in base ai dati della letteratura che suggeriscono che i farmaci omeopatici non contengono molecole di principio attivo.

Dr.ssa Simonetta Bernardini
Non intendiamo qui discutere la correttezza o meno del modello terapeutico proposto, in quanto esula dalle nostre competenze.
Vogliamo piuttosto sottolineare che l’ipotesi alla base del loro ragionamento è profondamente discutibile: infatti, secondo la loro visione, non esiste alcuna relazione tra l’efficacia della terapia e la specificità dei rimedi omeopatici. Si sottolinea che questa relazione esiste, come dimostrano le recenti meta-analisi disponibili (ad esempio, Hamre et al., 2023). Vogliamo sottolineare che l’ipotesi di Wilhelm et al. alla base del loro ragionamento non è supportata da dati scientifici. Un’analisi dettagliata di questa proposizione si trova nella letteratura recente (Weiermayer et al., 2022).
Discussione
Non c’è dubbio che il dibattito sull’omeopatia sia stato condotto per decenni sia dai sostenitori che dai loro critici sulla base di pregiudizi e sciocchezze, visto che i dati sperimentali erano molto limitati. A questa considerazione si aggiunge il fatto che l’errata interpretazione dell’essenza della propria modalità terapeutica, come molti omeopati ancora oggi propongono, non stimola le industrie a promuovere i necessari investimenti in adeguati programmi di ricerca: la mancanza di una piattaforma scientifica ben definita ha fortemente limitato lo sviluppo della disciplina.

Prof. Andrea Dei
Oggi, però, la situazione è profondamente diversa e anche un esame superficiale della recente letteratura scientifica fornisce chiare evidenze in tal senso (Dei, 2020, 2024).
Infatti, i dati sperimentali suggeriscono che la metodologia terapeutica dovrebbe essere ampiamente rivista nella sua essenza, sebbene questa prospettiva sia poco compresa e mal accolta da entrambe le parti. Per semplicità, ricordiamo agli autori che, contrariamente a quanto postulato nelle prime parole del loro lavoro, è stato dimostrato che le soluzioni ultra-diluite di rimedi omeopatici risultano contenere un numero di molecole di principio attivo dell’ordine di grandezza delle cellule del nostro organismo (Chikramane et al., 2012). In un recente rapporto gli autori sono riusciti a ottenere la struttura cristallina diffrattometrica delle molecole di farmaco che popolano una soluzione formalmente ritenuta di 10-60 M (Rath et al., 2024).
Inoltre, tali soluzioni sono in grado di indurre effetti biologici rilevanti sia sull’espressione genica che sulla risposta di difesa delle singole cellule (Khuda-Bukhsh, 1997; Bigagli et al., 2014), che a nostra conoscenza non sono caratterizzati dall’effetto placebo.
Questi risultati sono stati ottenuti sia con la tecnica del DNA-array che con appropriate tecniche di indagine chimico-fisica e i dati sperimentali sono indiscutibili. Inoltre, studi condotti a varie diluizioni dimostrano che la risposta del substrato biologico al disturbo indotto dal farmaco segue generalmente un meccanismo ormetico (Dei e Bernardini, 2015), una risposta bifasica che, a livello psicologico, di cui gli autori sono indubbiamente esperti, è difficile da giustificare.
Queste affermazioni, ormai accettate dalla letteratura scientifica, vanificano infatti la validità dell’ipotesi di partenza del modello proposto da Marcel Wilhelm e colleghi, che, nonostante le loro affermazioni di ispirarsi alla EBM, dimostrano di non conoscere la prima regola del metodo scientifico, che privilegia l’esatto rispetto al preteso vero nella definizione della realtà. Anche se, e non sta a noi dirlo, l’esperimento scientifico indica che la mente umana è in grado di indurre la sovraespressione di alcuni geni e la sottoespressione di altri (Seetharaman et al., 2021), un fatto che notoriamente viene sfruttato nella pratica sanitaria, compresa la cosiddetta medicina integrata, e che viene riproposto da Wilhelm e colleghi nel loro lavoro. Ma questo aspetto non caratterizza specificamente la metodologia omeopatica2.
*Italian Society of Homeopathy and Integrated Medicine (SIOMI), Firenze, Italy
**Department of Chemistry, Lamm Laboratory, INSTM Research Unit, University of Florence, Florence, Italy
References
- Bigagli, E., Luceri, C., Bernardini, S., Dei, A., Filippini, A., and Dolara, P. (2014). Exploring the effects of homeopathic Apis mellifica preparations on human gene expression profiles. Homeopathy 103, 127–132. doi: 10.1016/j.homp.2014.01.003
- Chikramane, P. S., Kalita, D., Suresh, A. K., Kane, S. G., and Bellare, J. R. (2012). Why extreme dilutions reach non-zero asymptotes: a nanoparticulate hypothesis based on froth flotation. Langmuir 28, 15864–15875. doi: 10.1021/la303477s
- Dei, A. (2020). Experimental evidence supports new perspectives in homeopathy. Homeopathy 109, 256–260. doi: 10.1055/s-0040-1701445
- Dei, A. (2024). Homeopathy at the turning point. Homeopathy. doi: 10.1055/s-0044-1789000
- Dei, A., and Bernardini, S. (2015). Hormetic effects of extremely diluted solutions on gene expression. Homeopathy 104, 116–122. doi: 10.1016/j.homp.2015.02.008
- Hamre, H. J., Glockmann, A., von Ammon, K., Riley, D. S., and Kiene, H. (2023). Efficacy of homoeopathic treatment: systematic review of meta-analyses of randomised placebo-controlled homoeopathy trials for any indication. Syst. Rev. 12:191. doi: 10.1186/s13643-023-02313-2
- Khuda-Bukhsh, A. (1997). Potentized homoeopathic drugs act through regulation of gene-expression: a hypothesis to explain their mechanism and pathways of action in vitro. Comp. Ther. Med. 5, 43–46. doi: 10.1016/S0965-2299(97)80090-8
- Rath, S., Jema, J. P., Kesavan, K., Mallick, S., Pradhan, J., Chainy, G. B. N., et al. (2024). Arsenic album 30C exhibits crystalline nano structure of arsenic trioxide and modulates innate immune markers in murine macrophage cell lines. Sci. Rep. 14:745. doi: 10.1038/s41598-024-70287-9
- Seetharaman, M., Krishnan, G., and Schneider, R. H. (2021). The future of medicine: frontiers in integrative health and medicine. Medicina 57:1303. doi: 10.3390/medicina57121303
- Weiermayer, P., Keusgen, M., Pannek, J., Panhofer, P., Geiger, M., Etter-Kalberer, G., et al. (2022). How is evidence-based medicine defined? Homeopathy-a therapeutic option in medical practice! HNO 70, 72–74. doi: 10.1007/s00106-021-01122-0
- Wilhelm, M., Hermann, C., Rief, W., Schedlowski, M., Bingel, U., and Winkler, A. (2024). Working with patients’ treatment expectations–what we can learn from homeopathy. Front. Psychol. 15:1398865. doi: 10.3389/fpsyg.2024.1398865
Comunicazione a cura di:
Centro Ricerche Salute Globale SIMOH
Scuola Italiana di Medicina Omeopatica Hahnemanniana
Via Giovanni Miani, 8 – 00154 Roma
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Riportiamo qui di seguito il Commento critico della Dr.ssa Simonetta Bernardini* e del Prof. Andrea Dei** all’Articolo pubblicato da Wilhelm et al. su Frontiers in Psychology a maggio 2024 dal titolo: