Mentre una singola persona è un intrico incomprensibile, nell’aggregato diventa una certezza matematica. O così dicono le statistiche.

Arthur Conan Doyle

statistics1Tra le cosiddette medicine non convenzionali l’utilizzo della medicina omeopatica da parte della popolazione mondiale è sempre in continuo aumento, come dimostrano le più recenti indagini statistiche.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’Omeopatia è il 2 ° più grande sistema di medicina del mondo con un tasso di crescita del 25% ogni anno.

Ma come può essere definita la medicina omeopatica?
L’omeopatia è la disciplina medica neoippocratica teorizzata e codificata oltre 250 anni fa dal medico tedesco Samuele Hahnemann a partire dai risultati della sperimentazione farmacologica su uomo sano di sostanze opportunamente ultra-diluite e dinamizzate.

Dallo studio di questi dati ottenuti ad alte diluizioni, l’omeopatia ricerca e determina i criteri fisiopatologici unitari propri dell’individualizzazione clinica del singolo malato, giungendo, per conseguenza, alla personalizzazione della terapia, secondo il principio ippocratico della legge di similitudine: similia similibus curentur.

Alcuni dati sull’omeopatia:
In Europa più di 100 milioni di persone utilizzano l’omeopatia. 600 milioni nel mondo secondo l’OMS e in più di 80 Paesi.

In India l’Omeopatia è praticata da oltre 350 mila medici, che lavorano prevalentemente in Ospedali pubblici e privati facendo riferimento anche ad un Ente statale di Medicine non Convenzionali il cui bilancio è di circa 500 milioni di dollari.

In Svizzera il Ministero dell’Interno nel 2016 ha annunciato  l’intenzione di attribuire dal maggio 2017, lo status di medicina convenzionale a cinque terapie complementari tra cui Omeopatia.

CURE OMEOPATICHE

In Italia, secondo il sondaggio EMG Acqua 2016il 4,5% della popolazione (pari a circa 2 milioni e 700 mila cittadini) si affida regolarmente alle cure omeopatiche con una frequenza quotidiana o settimanale. Più del 20% degli italiani utilizza invece i medicinali omeopatici almeno una volta l’anno. E in generale, oltre l’80 per cento degli intervistati dichiara di conoscere l’omeopatia.

Precedentemente nel 2005 secondo ISTAT  la popolazione che aveva utilizzato l’omeopatia almeno una volta negli ultimi tre anni antecedenti l’indagine era circa il 13,6%  (più di 7 milioni e 900 mila persone). Successivamente, nel 2009, Omeoimprese (l’associazione italiana che rappresenta il 90% delle aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici) rilevava che erano circa 9 milioni, ossia il 15% della popolazione ad averla utilizzata almeno una volta l’anno.

Più di recente, nel 2013, l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (ONDA) indagando su di un campione di 1000 donne intervistate di età compresa tra i 25 e i 54 anni, rilevava che oltre il 70% di loro dichiarava di aver avuto un’esperienza positiva con l’omeopatia.

Per il periodo 2012-2015 Omeoimprese sottolineava che la popolazione italiana adulta che aveva usato almeno una volta nell’ultimo anno un medicinale omeopatico era cresciuta, con un incremento dal 16,2% (del 2012) al 16,5% (del 2015).

L’ISTAT, nel 2015, con due studi denominati rispettivamente: “Tutela della salute e accesso alle cure” (di luglio 2014) e “Cura e ricorso ai servizi sanitari” (di aprile 2015), ha affermato che in Italia utilizzano regolarmente farmaci omeopatici circa 2 milioni e 452 mila di persone, pari a circa il 4,1% della popolazione, posizionando così gli italiani al terzo posto in Europa dopo i cittadini di Francia e Germania .

Gli stessi dati statistici nelle loro diverse sfaccettature evidenziano che circa 20 mila medici italiani prescrivono almeno una volta all’anno medicinali omeopatici. Erano 12 mila nel 2006 (Eurispes).

E sono circa 4 mila i medici che la esercitano con più regolarità.

Chi si rivolge all’omeopatia?
Scelgono l’omeopatia soprattutto le donne (dati dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna – Ottobre 2013), nella fascia d’età tra i 25 ed i 54 anni, laureate, appartenenti al ceto medio-alto e residenti in Italia nelle Regioni del nord- est e al centro.

La scelta medica omeopatica è fatta in modo esclusivo dal 17% degli utilizzatori di rimedi omeopatici, mentre il 73,5% la associa ai farmaci convenzionali.

Circa il 73% di chi la utilizza con regolarità dichiara di essere rimasto molto soddisfatto dei benefici ricevuti (dati Ottobre 2013).

Nel 2007, secondo ISTAT, i soddisfatti erano 71,3% e il dato di soddisfazione nei confronti dell’omeopatia, confrontato anche rispetto ai periodi 1999-2000, 2004-2007, si mantiene pressoché costante. Nel 2013 era il 70%.

Nella Regione Lazio il giudizio positivo di chi già ricorre alla medicina omeopatica è pari a circa il 94,9% degli utilizzatori.

Oltre il 61% degli italiani vorrebbe che il proprio medico di base gli fornisse maggiori informazioni su questo metodo terapeutico. Il 26% dei consumatori desidera, inoltre, un crescente ruolo informativo da parte del farmacista nella diffusione di informazioni sull’omeopatia.

paziente complessoLa fiducia nell’omeopatia:
Negli ultimi anni la fiducia nei confronti dell’omeopatia è cresciuta sensibilmente, motivo per cui i rimedi omeopatici sono sempre più presenti nell’armadietto dei medicinali delle famiglie italiane.

Nello specifico, la notorietà dell’omeopatia è cresciuta grazie al passaparola. Il 46,7% degli utilizzatori di farmaci omeopatici, infatti, ha dichiarato di essersi fidato del consiglio di amici e parenti, i quali una volta verificata la validità terapeutica del medicinale omeopatico, lo hanno consigliato.

Per quali ragioni mediche ci si rivolge all’omeopatia:
Oltre il 70% degli utenti che si rivolgono all’omeopatia sono pazienti cosiddetti complessi (dati SIMOH), ossia affetti da più patologie croniche, presenti contemporaneamente nello stesso individuo: pazienti con una storia terapeutica multi-farmacologica importante, segnata da frequenti ricadute cliniche o da malattie non rispondenti ai trattamenti farmacologici convenzionali specifici.

Secondo i dati della letteratura scientifica internazionale, le situazioni cliniche trattate più frequentemente con l’omeopatia riguardano:

  • allergie respiratorie o dermatologiche di vario grado;
  • disturbi funzionali e/o organici dell’apparato gastrointestinale;
  • malattie ostetrico-ginecologiche;
  • malattie otorinolaringoiatriche;
  • malattie dermatologiche;
  • sindromi infiammatorie (inclusa reumatologia);
  • malattie respiratorie;
  • disturbi circolatori;
  • cefalee;
  • disturbi di origine traumatica. 

Circa 1⁄4 dei pazienti sono bambini di età inferiore o uguale a 14 anni, che ricorrono al trattamento omeopatico soprattutto per curare malattie acute recidivanti delle alte vie respiratorie. (Continua a pag. 2)

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