Il corso della vita umana diretto verso la morte condurrebbe ogni essere umano alla rovina se non fosse per la facoltà di iniziare qualcosa di nuovo, una facoltà che è inerente all’azione e che ci ricorda che gli uomini non sono nati per morire, ma per incominciare

Hannah Arendt

In un momento così difficile per la vita del nostro Paese, è bello portare la memoria al ricordo del Prof Antonio Negro, di cui oggi ricorre il decennale dalla scomparsa.

E’ importante, perché il Prof. Antonio Negro richiamava sempre, in chi lo incontrava, sentimenti di fiducia, sicurezza, tranquillità, forza, volontà.

E tutto questo è oggi quanto mai urgente.

Chi lo ha conosciuto, siamo certi che in questi giorni, così gravemente segnati da epidemie sanitarie e crisi umane e sociali, si sia posto più volte la domanda: cosa avrebbe detto il Professore?

Si, il Professore… non c’era bisogno di aggiungere il nome o il cognome. Per chi è stato paziente e per chi ha avuto la grazia di affiancarlo nella pratica medica quotidiana, lui era semplicemente il Professore

Il suo sguardo era accogliente, la sua parola sicura, il suo parere autorevole, e questo bastava.

Gli eventi, i fatti nella storia umana e personale di questi ultimi anni sono stati così tanti e variegati, che oggi a molti potrebbe sembrare che siano passati molto più di 10 anni dal tempo della scomparsa del Professore. Ma il tempo è una dimensione particolare e il Professore Negro ha sempre insegnato ai suo allievi e ai suoi pazienti che quando si da vita alla vita, il tempo si fa eterno presente.

Prof. Antonio Negro – SIMOH 2003

Per lui il tempo sembrava non passare mai; gli stessi occhi vivaci, il modo sempre pacato ed elegante, colto ed ironico, nel conversare degli argomenti più vari, nel raccontare la sua vita, dai tempi del liceo e dell’oratorio salesiano ad Alassio, alla sua formazione medica; all’amore per i suoi maestri e per l’omeopatia; ma anche ricordando i tempi difficili della guerra, i momenti tragici che aveva vissuto come ufficiale medico …, e tanto altro ancora.

Con lui, nella pratica medica ed in altro, si viveva spesso in una dimensione senza tempo; con lui, nei diversi momenti, si dava sempre vita al racconto, alla memoria (anamnesi) e per noi, giovani medici, era una gioia quasi fanciullesca ascoltarlo.

Sì, ci manca il Professore, ci manca oggi più di ieri, in questi momenti in cui il mare è in burrasca, in cui siamo chiamati a sostituire l’impegno dinamico ormai abituale, con una desueta lentezza e ristrettezza di movimenti.

Il Prof. Antonio Negro, con i Suoi Collaboratori e la giornalista Lauretta Colonnelli

Il Professore ha insegnato che l’uomo deve essere compus sui, padrone di sé stesso, e lui in particolare come medico incarnava e insegnava ogni giorno in ambulatorio, ai pazienti e ai medici, cosa questo significasse. 

Il Professore c’era, era presente, sempre, quando avevi bisogno di lui: figura di medico antica e modernissima ad un tempo.

E per tutti noi continua ad essere presente in una memoria viva, che trasforma ogni giorno, in ciascuno, la riconoscenza e la gratitudine in un sempre rinnovato impegno. 

Uomo di profonda Fede, ha condotto la sua vita con lo sguardo rivolto sempre alla Provvidenza e alla Misericordia di Dio.

Noi tutti lo ricordiamo con affetto e gratitudine; preghiamo per lui, specialmente in questi giorni in cui il porto sicuro, che per molti può sembrare ancora lontano, va ricercato con fiducia, sicurezza, forza e volontà agente.

F.to Maria Letizia Salvi, Mattia Canetta, Serafina Mirenna, Marco Cesarini, e tutti i Medici, Docenti, Collaboratori e Dipendenti dell’Istituto SIMOH.

Roma, 25 Marzo 2020