Dana Ullman

Dana Ullman

Nel 2011, negli Stati Uniti, in tempi che potremmo definire quasi non “sospetti”, Dana Ulmann, divulgatore scientifico tra i sostenitori e promotori dell’omeopatia negli USA e autore di numerosi libri sull’argomento, pubblica un articolo dal titolo: “THE DISINFORMATION MYTHS AGAINST HOMEOPATHY”.

Lo riportiamo qui per intero, al fine di contribuire a chiarire meglio quello che oggi sta succedendo con le scorribande mediatiche messe in piedi da alcuni dei cosiddetti “negazionisti dell’omeopatia”.

Negazionismi a volte quasi di professione e che, con una disinvoltura sprezzante di qualunque regola deontologica e per certi versi al solo servizio della più becera disinformazione, giungono a dileggiare studi, ricerche, pubblicazioni scientifiche, nonché serie e comprovate professionalità, negando ogni evidenza in modo del tutto aprioristico.

Un negazionismo particolare, che in alcuni casi – paradosso dei paradossi – arriva a censurare anche se stesso, pur di non rendere pubbliche (ad esempio) ore e ore di riprese televisive effettuate per documentare proprio quelle ricerche e quei lavori scientifici che si vogliono negare.

Un negazionismo che se non fosse assurdo si potrebbe definire quasi consapevolemente ben motivato a promuove nella cittadinanza un vero e proprio anafabetismo cognitivo, non creando né reale conoscenza critica né consapevolezza scientifica, ma semplice credenza o bieco falso pregiudizio; forse al fine di voler far dimenticare la grave crisi in cui versa oggi parte della medicina, sempre più in difficoltà tra illusorie aspettative di cura e aumento vertiginoso delle patologie croniche, anche tra i più giovani e sin dalla nascita.

November 09, 2011 by: Dana Ullman 

“THE DISINFORMATION MYTHS AGAINST HOMEOPATHY”

“La medicina omeopatica è attualmente una delle principali terapie non convenzionali praticate dai medici in Europa (in particolare Francia, Germania, Regno Unito e Italia) e in Asia (specialmente nel subcontinente indiano).

A partire dal suo sviluppo come specialità medica nel corso dei primi anni del 1800, l’omeopatia ha rappresentato un’alternativa di spicco alla medicina ortodossa a livello internazionale e ha costituito una minaccia continua per quella parte di scienza, di filosofia e di economia prevalentemente legate alle cure mediche convenzionali.

L’approccio omeopatico alla guarigione si caratterizza per un profondo rispetto clinico dei sintomi della malattia, considerati come importanti segnali di difesa del sistema immunitario e dell’intera fisiologia della persona.

Mentre la medicina convenzionale tende spesso a considerare i sintomi come qualcosa di “sbagliato”, che pertanto deve essere subito trattato, inibito, soppresso o biochimicamente manipolato, i medici omeopati tendono a valorizzare i sintomi in termini fisiopatologici, quali importanti segnali di difesa dell’organismo, che possono essere più efficacemente risolti quando i trattamenti terapeutici stimolano, valorizzano o mimano le ragioni degli stessi sintomi al fine di attivare [fisiologicamente] un unitario processo di guarigione.

Farmaci: terapie prevalentemente sintomatiche

Farmaci: terapie prevalentemente sintomatiche

In definitiva, questi due diversi approcci alla guarigione delle persone hanno portato a vari conflitti.

È comune, ad esempio, che l’omeopatia metta in discussione i presunti studi scientifici secondo cui i farmaci convenzionali sono considerati trattamenti “efficaci”, nella constatazione che in realtà molte di queste terapie – sia pur utili al momento – tendono a trattare solo i sintomi sopprimendoli e rischiando così, nel lungo periodo, di lasciare che la complessa ecologica della fisiologia umana si alteri, sviluppando malattie molto più gravi [e croniche].

Gli omeopati sostengono, infatti, che molti dei farmaci moderni che determinano solo un sollievo immediato e a breve termine, se vengono posti sotto osservazione all’interno di un percorso terapeutico più lungo, sembrano favorire lo strutturarsi di disfunzioni immunitarie, malattie mentali e altri processi di cronicizzazione delle patologie.

Inoltre, il fatto che alla maggior parte delle persone malate vengano oggi prescritti più farmaci convenzionali contemporaneamente, nonostante il fatto che la ricerca clinica abbia raramente mostrato la sicurezza o l’efficacia di una tale pratica, ci costringe tutti a chiederci quale sia la scientificità della moderna medicina.

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